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In fuga dal precariato

In fuga dal precariato

Pubblicato il 16 settembre 2011 10:17 di Giuseppe Proggi Altro

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Dopo le tante proroghe ai professionisti della sanità, in molti sono stati costretti a dover migrare per trovare lavoro. A Domenico Cirasole, fondatore della Spa (Sanitari Precari della Sanità) abbiamo chiesto di fare il punto della situazione, per capire come si è evoluta nel frattempo la situazione.

 

-DOPO LA PROMESSA DELLA PROROGA DEI CONTRATTI, CHE FINE HANNO FATTO I PRECARI DELLA SANITÀ ALTAMURANA E PUGLIESE?

La sorte dei sanitari precari altamurani è stata diversa. Molti professionisti (anestesisti, ginecologi, cardiologi) esasperati da anni di precariato, nei quali si è vissuto con il fiato sospeso con contratti di 3 mesi, hanno deciso di cambiare Asl, città, ospedale e regione. In altre territori non interessati dal blocco del turn over, con bilanci in ordine, è possibile essere assunti attraverso i concorsi. Altri precari, invece, per lo più tecnici, infermieri, dietiste, terapisti della riabilitazione, hanno avuto una proroga fino al raggiungimento dei 36 mesi, al termine dei quali hanno visto interrompere il contratto e da molti mesi (i primi sono andati a casa già nel 2010) attendono lo scorrimento di nuove o vecchie graduatorie per ottenere nuovi incarichi.    

 

-IL CONSIGLIERE REGIONALE, MICHELE VENTRICELLI, IN UN’INTERVISTA RILASCIATA SU “IL RESTO”, ALLA DOMANDA “CHE FINE FARANNO I PRECARI DELLA SANITÀ, CONSIDERATO CHE IL 31 MARZO SCADRÀ IL LORO CONTRATTO?” HA RISPOSTO: “PER UNA GRAN PARTE IL CONTRATTO SARÀ PROROGATO AL TERMINE MASSIMO DI TRE ANNI; PER GLI ALTRI, INVECE, LE FORZE POLITICHE IN CONSIGLIO REGIONALE STANNO TENTANDO DI INDIVIDUARE UNA SOLUZIONE CHE POSSA TUTELARLI. STIAMO LAVORANDO IN QUESTA DIREZIONE. MOLTO DIPENDE ANCHE DALLA NORMATIVA NAZIONALE CHE HA IMPOSTO DELLE LIMITAZIONI PESANTI. AD ALTAMURA, COMUNQUE, SI SALVANO TUTTI FINO A LUGLIO”. COSA È SUCCESSO NEL FRATTEMPO?

Il consigliere è ben informato sulla questione ed in più occasioni ha cercato di mediare trovandosi tra l’incudine dei tagli lineari imposti a livello governativo ed il martello di garantire buoni livelli occupazionali ed assistenziali nel territorio altamurano. Molti infermieri hanno ottenuto proroghe lunghe, altri meno, ma tutti hanno dovuto lasciare il presidio ospedaliero altamurano, per consentire al personale reperito da procedure di mobilità provenienti da altre regioni (pugliesi in trasferta alla conquista del posto fisso con grandi sacrifici), di occupare posti lasciati vacanti da personale andato in pensione. Il personale precario è stato costretto ad accettare nuove destinazioni. Molti anche se per soli pochi mesi, sono stati convogliati nei presidi ospedalieri “San Paolo” e “Di venere” . 

 

-MARTEDÌ 6 SETTEMBRE, TUTTI I PRECARI DELLA ASL BARI, GLI INFERMIERI, (QUASI MILLE DAL 2010) LICENZIATI A CAUSA DEL BLOCCO DEL TOURN-OVER, HANNO MANIFESTATO CONTRO LA MANOVRA ECONOMICA FINANZIARIA I CUI EFFETTI INTERESSANO ESCLUSIVAMENTE I LAVORATORI, I PRECARI E PENSIONATI? COSA CHIEDETE?

Siamo l’Italia che non può non reagire di fronte a questa manovra economica-finanziaria. Stiamo pagando per l’incapacità e sperperi di decenni di mal governo, che ha reso tutti i lavoratori italiani eterni precari; precari a vita. La manovra crea disparità tra lavoratori e rende l’Italia fondata sul lavoro tutta precaria. 

 

-COME VEDE IL FUTURO DEGLI OPERATORI DELLA SANITÀ?

L’Italia come l’Europa è schiava del debito pubblico acquistato da banche europee indebitate. L’Italia deve resistere a tale tendenza e vincere ogni forma d’egoismo. In caso contrario la sanità sarà roba d’élite, l’età media avrà un brusco crollo e per gli operatori della pubblica amministrazione sarà una lenta agonia.

 

 

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